Pratiche catastali

Perchè scegliere MAT ARCHITETTURA

Pratiche perfette

non utilizziamo scorciatoie nella redazione delle pratiche

No sanzioni

con le pratiche corrette
il cliente evita le sanzioni

Scopri come fare una variazione catastale con un professionista

La pratica catastale può essere usata per dichiarare lo stato finale di un immobile dopo lavori edili; può essere usata per le pratiche di successione o per volturare un immobile ovvero modificare la proprietà dello stesso.

La pratica catastale è necessaria in quanto segue e sancisce la chiusura della pratica comunale. Una volta terminato il cantiere, bisogna presentare al Catasto un documento su cui si dichiara sia con dati relativi all’immobile sia allegando la planimetria, le modifiche dello stesso.

Pratiche catastali:
in cosa consistono

La pratica catastale si divide in due parti: la prima parte riguarda i dati anagrafici dell’immobile, le sue dimensioni, la sua posizione rispetto al contesto. Nella seconda parte si analizzano nel dettaglio le metrature dei singoli locali, si dichiarano quali sono vani principali e quali quelli accessori. Infine nell’ultimo punto si allega la planimetria che corrisponde allo stato di fatto modificato dell’immobile dopo la ristrutturazione. La planimetria catastale è il vero e proprio disegno tecnico, di norma in scala 1:200 dell’unità immobiliare. Analizzando la planimetria è possibile desumere confini, suddivisione e destinazione dei locali interni, altezze dei locali e altre informazioni.

La ricevuta della pratica catastale viene allegata all’istanza comunale di chiusura dei lavori in modo tale da terminare definitivamente le due procedure burocratiche

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Pratiche catastali
e ristrutturazioni

La pratica catastale a seguito di una ristrutturazione è un obbligo procedurale che tutti i Comuni richiedono e che il singolo cittadino deve far fare al tecnico abilitato. Non deve essere considerata un obolo, anzi. I dati catastali espressi nella pratica così come la planimetria stessa servono per futuri atti notarili di compravendita, per le future pratiche di successione, per la compilazione delle dichiarazioni alle utenze di Gas e Luce così come le dichiarazioni necessarie per attivare la Tassa rifiuti.

Come si è detto sopra, i dati catastali sono necessari in fase di successione. Dalla ricerca catastale in base al nominativo o codice fiscale del defunto si evince le sue proprietà immobiliari e terriere. Da li si può redigere una corretta e completa successione avendo un quadro completo delle proprietà.

La pratica catastale è necessaria anche per risolvere difformità presenti nella dichiarazione precedente o in planimetria.

Perché affidare le
pratiche catastali ad un architetto?

Per redigere la pratica catastale si deve essere un professionista abilitato: architetto, geometra o ingegnere. Dopo il sopralluogo grafico con rilievo misure e fotografico dell’immobile, redigiamo la pratica con il DO.C.FA. un programma apposito fornito dall’Agenzia delle Entrate. Una volta redatto il programma trasmettiamo lo stesso firmato digitalmente in via telematica al portale apposito. Questo è obbligatorio dal 1° giugno 2015.

Se non si presenta la pratica catastale in tempo utile, si attua il ravvedimento operoso esteso ai 5 anni successivi ossia è possibile fare il ravvedimento operoso per tutto il tempo in cui il mancato atto di aggiornamento risulta contestabile da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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